Podcast: intervista ad Eleonora Biscola di LVSI

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Podcast: intervista ad Eleonora Biscola del vodcast LVSI

Per il nostro consueto spazio dedicato al mondo dei podcast e ai suoi protagonisti, oggi intervistiamo Eleonora Biscola del programma LVSI, con la quale abbiamo discusso di svariati argomenti. Buona lettura!

– Ciao, parlami di te e del tuo lavoro
Ciao e grazie mille per questo invito. Io ho 29 anni e sono una libera professionista che spazia dalla presentazione e moderazione di eventi dal vivo, alla conduzione di contenuti digitali, come le dirette social per i brand e i vodcast per le aziende. Come mi ha detto di recente una persona che stimo molto, Guido Avidgor, il mio profilo professionale eclettico è perfetto per questi tempi fluidi. I sacrifici non sono affatto mancati, sin da quando studiavo all’università e contemporaneamente lavoravo; dopo la laurea in Filosofia, ho lavorato anche come giornalista e come docente, prima di fare la presentatrice a tempo pieno. Adesso sono molto contenta: non stacco mai, ma faccio ciò che amo. L’ unica attività che amo di più del mio lavoro è ballare; fino ai 19 anni sognavo di fare la ballerina classica. Dunque, lo spettacolo è sempre stato parte di me.
– La vita si impara: di cosa tratta e cosa si apprende da questo vodcast?
LVSI – La vita si impara è un vodcast a quattro format che mi vede ai suoi microfoni. Il progetto nasce da un’idea di Alessia, la ragazza che fa le riprese e il montaggio, che sapendo che ho sempre fatto interviste per lavoro, mi ha proposto di creare ex novo un nostro prodotto, con il fine di fare contenuti di sostanza, che prima di tutto facessero crescere e migliorare noi due, come persone. Ecco perché nel format “A casa di” intervisto sempre persone appartenenti a mondi diversi, ma con storie umane o professionali di grande ispirazione e modello; dall’ascolto di ognuno di loro ho imparato qualcosa. Il format “Generazioni a confronto”, in cui io e mia mamma Alessandra chiacchieriamo su temi a cui ci approcciamo in maniera diversa (verosimilmente per questioni anagrafiche) è quello che ci sta dando maggiori soddisfazioni a livello di visualizzazioni su Youtube e intendiamo proseguire con sempre più entusiasmo e coinvolgimento. “Il tempo di un caffè” è il format settimanale in cui io condivido riflessioni, analisi e pensieri su cose viste o vissute, che spesso hanno a che fare con l’attualità. Nel 2026 il format delle interviste in giro a persone comuni su temi di interesse collettivo sarà sospeso e probabilmente sostituito da uno più innovativo (spoiler: il tema sarà l’amore).
– Realizzazione di un podcast: quanto lavoro vi è dietro la realizzazione di una puntata? Cosa ti senti di dire a chiunque voglia intraprendere il lavoro di podcaster?
Il lavoro che c’è dietro LVSI è immenso! Io mi occupo di tutto, tranne della parte tecnica di riprese e montaggio, curata da Alessia, con l’aiuto di Natalia. Conciliare questo progetto con i nostri altri lavori è spesso complesso, ma possiamo vantarci della nostra costanza, dato che il vodcast ha già un anno. Per me la parte più divertente è scegliere gli ospiti e fare le interviste lunghe. La parte più faticosa è quella organizzativa, di gestione e intersezione delle agende di tutte noi e degli ospiti. Finora non abbiamo mai investito nemmeno un centesimo in sponsorizzazioni, dunque siamo molto felici dei risultati ottenuti; non ci dispiacerebbe, certo, se qualche agenzia o azienda volesse investire nel progetto e darci una mano a renderlo più professionale.
Sono orgogliosa di quello che stiamo facendo per LVSI e ti dico con grande onestà che sono certa che questo vodcast mi abbia aiutata anche ad essere vista e selezionata per altri lavori. Dunque, alle persone dico di cimentarsi assolutamente nei progetti personali, con la consapevolezza che è molto il rigore richiesto e che non c’è solo la parte divertente, ma credo valga sempre la pena fare un po’ di fatica e mettersi in gioco.
– Quanto possono essere utili i podcast in un mondo come quello odierno sovraccarico di informazioni e canali di comunicazione? In cosa il podcast (o il vodcast) si differenzia dagli altri strumenti di comunicazione?
Io, prima di tutto, sono una grande fruitrice di podcast. Amo le interviste, ultimamente soprattutto quelle con un taglio un po’ ironico. Credo che i podcast possano rendere meravigliosi e interessanti dei momenti potenzialmente noiosissimi (penso a quando si fanno le pulizie o a quando si ritira il bucato), dunque sono grande fan di questo tipo di contenuti digitali. Certo, ultimamente il mercato è bello pieno di questi prodotti, dunque bisogna distinguersi e non essere mai la copia di altri. I vodcast hanno di bello che, sebbene uno li ascolti magari mentre fa altro, ogni tanto può buttare un occhio e associare ad una voce un volto, guardare le espressioni facciali di chi racconta o si racconta, dunque sono più vivaci di un podcast con solo audio. Per le notizie culturali e l’informazione pura, mi piace il podcast e non ho bisogno del video a supporto.
– Podcast e IA: come l’IA secondo te può aiutare i podcaster e in cosa li svantaggia?
 Ammetto di essere poco preparata sulla parte tecnica, perché sono abituata a stare davanti alla telecamera e non al montaggio, ma credo che l’AI sia uno strumento ormai attualissimo che andrà a contaminare tutti gli ambiti, in particolare la comunicazione. Spero possa aiutare i tecnici e alleggerire un po’ il loro carico di lavoro, consentendo loro di stancarsi meno per rispettare le scadenze. Ciò che mi auguro, per il mio ruolo, è che l’AI non permetta con troppa facilità ai malintenzionati di alterare i contenuti o di attribuire a taluni cose non dette e, magari, non belle. Servirebbero dei filosofi morali a controllare questi aspetti.
– Programmi per il futuro: dove ti vedi da qui a 5 anni? Hai in cantiere altri programmi come LVSI?
Intanto un obiettivo a breve termine è continuare ad avere delle belle soddisfazioni dalla seconda stagione di LVSI. Per ora non intendo dare vita ad altri vodcast miei, ma mi piace prestare le mie competenze come host di vodcast altrui (di recente l’ho fatto per Unione Industriali Torino).
Tra cinque anni, ossia quando avrò 34 anni, mi vedo nel pieno della mia carriera professionale, a condurre eventi sempre più importanti in tutta Italia e a continuare a presentare prodotti audiovisivi di (spero) sempre maggiore risonanza mediatica. Un obiettivo per i prossimi anni è certamente incrementare le mie collaborazioni con le realtà del sud Italia, perché presentare al sud è sempre molto frizzante e perché mi piace moltissimo viaggiare per lavoro e conoscere posti e persone nuove. Spero di condurre sempre più eventi di intrattenimento, in cui la musica e la danza siano protagonisti. Sono sempre aperta a nuove collaborazioni e a progetti dai tagli diversi, dunque contattatemi senza esitazione qui: eleonorabiscolajeparle@gmail.com. Grazie!
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