No & Low Alcohol, il bere cambia linguaggio: nasce il podcast “Grado Zero”

Grado zero podcast

Bere senza alcol non significa necessariamente rinunciare al rituale dell’aperitivo, alla complessità di un cocktail o al piacere di trascorrere una serata insieme. È proprio attorno a questo cambio di prospettiva che si sta sviluppando il mondo No & Low Alcohol, una categoria che prova a conquistare nuovi spazi nei bar, nella ristorazione e nelle abitudini dei consumatori.

A raccontarne l’evoluzione arriva “Grado Zero”, il nuovo podcast di Amaro Liborio, primo amaro analcolico siciliano. Il progetto riunisce bartender, produttori, giornalisti, creator e personaggi dello spettacolo per osservare da vicino come sta cambiando la cultura del bere.

Sei episodi che partono dal bancone di un bar per arrivare fino alla cultura pop, mettendo al centro soprattutto un concetto: offrire più possibilità di scelta senza sacrificare gusto ed esperienza.

Bevande analcoliche: cresce la curiosità delle nuove generazioni

Per anni le alternative senza alcol sono state comunicate principalmente sottolineando ciò che non contenevano. Oggi il racconto sta progressivamente cambiando.

Il prodotto analcolico cerca una propria identità e, parallelamente, cresce l’attenzione nei confronti della qualità delle ricette, degli ingredienti e del servizio.

Anche alcuni dati relativi al vino mostrano un interesse significativo. Tra gli italiani dai 23 ai 34 anni, più di sei su dieci conoscono già i prodotti dealcolati e low alcohol, mentre oltre quattro su dieci si dichiarano interessati a consumarli.

Il fenomeno non riguarda quindi soltanto chi decide di eliminare completamente l’alcol, ma può coinvolgere anche consumatori che desiderano alternare prodotti differenti a seconda del momento e dell’occasione.

“Grado Zero”, sei conversazioni sulla nuova cultura del bere

È all’interno di questo scenario che si colloca il progetto editoriale ideato da Liborio Massimo Colaianni, CEO e fondatore di Amaro Liborio.

“Grado Zero” sceglie il podcast per mettere a confronto le diverse professionalità che stanno osservando la trasformazione del mercato direttamente sul campo.

“Il no-alcol non ci interessa come copia sbiadita di qualcosa che esiste già, ma come spazio in cui il gusto e la socialità possono evolvere”, spiega Liborio Massimo Colaianni. “Con Grado Zero abbiamo voluto mettere attorno allo stesso tavolo chi vive questo cambiamento ogni giorno: da chi lavora dietro al bancone a chi studia il vino, da chi comunica a chi sa raccontare le persone senza impartire lezioni e senza contrapporre chi beve a chi non beve”.

Non si tratta quindi di immaginare una sostituzione totale delle bevande alcoliche, quanto di analizzare la nascita di nuove occasioni e modalità di consumo.

Il bartender diventa protagonista del cambiamento

Le prime puntate portano gli ascoltatori direttamente dietro al bancone.

I bartender Diego Ferrari e Alessandro Belluschi inaugurano la serie con “Bere insieme senza alcol”, una conversazione dedicata al rapporto tra bartending, hospitality e nuove richieste dei consumatori.

È proprio nei locali che molte trasformazioni diventano immediatamente osservabili. Le richieste cambiano, le carte dei cocktail si ampliano e il bartender deve confrontarsi con clienti che cercano alternative differenti rispetto al passato.

Con Federico Manzi, conosciuto online come “Fammelobuono!”, il racconto si sposta invece sul rapporto tra bar e social media. Nell’episodio “Cronache da dietro al banco” entrano in gioco gli aneddoti vissuti nei locali, la presenza delle proposte analcoliche e una figura professionale che oggi può essere contemporaneamente bartender e creator.

Dal vino dealcolato alla nuova mixology

“Grado Zero” affronta anche il tema del vino dealcolato attraverso la conversazione con Paolo Repetto, fondatore di Nomora.

La puntata “Il futuro delle bevande zero alcol” ruota intorno a una questione importante per lo sviluppo della categoria: riuscire a costruire una proposta che possa mantenere interesse anche una volta superata la fase della novità.

Un mercato stabile richiede infatti prodotti capaci di essere scelti per gusto, qualità e occasione di consumo, anziché esclusivamente perché privi di alcol.

Il confronto tra passato e presente prosegue nell’episodio “Amaro: consumo tradizionale vs mixology moderna”. Questa volta è la giornalista Valentina Dirindin a intervistare Colaianni, approfondendo il rapporto tra il tradizionale rituale italiano dell’amaro e le nuove possibilità offerte dalla miscelazione.

Cocktail analcolici: nuove opportunità anche per i locali

Uno dei cambiamenti più interessanti riguarda proprio le drink list.

Con il bar manager Gigi Barberis, protagonista della puntata “Cocktail analcolici: il futuro del bar è qui”, la conversazione entra nel rapporto tra mixology, imprenditoria e mercato.

Proporre un cocktail senza alcol non significa necessariamente realizzare una versione semplificata di una ricetta tradizionale. La crescita della categoria può spingere i professionisti a sviluppare preparazioni pensate fin dall’inizio come analcoliche, lavorando su aromi, consistenze, ingredienti e presentazione.

In questa prospettiva il No & Low Alcohol diventa anche uno spazio di sperimentazione per bartender e operatori dell’hospitality.

Max Cavallari porta “Grado Zero” fuori dal mondo del beverage

La stagione si conclude con un episodio volutamente differente.

In “La forza di riprendersi la lezione di Bruno”, Max Cavallari porta la conversazione sul terreno personale, affrontando il tema della capacità di ricominciare e ricordando Bruno Arena.

Non mancano incursioni comiche dedicate a Liborio e ai personaggi storici del comico.

La scelta di chiudere con un ospite esterno al mondo strettamente professionale del beverage permette al podcast di allargare il proprio racconto: la socialità non è fatta soltanto di prodotti e ricette, ma soprattutto di persone, incontri e storie condivise.

Il ruolo dei social nella diffusione del No & Low Alcohol

Una parte importante della trasformazione avviene anche fuori dai locali.

Bartender diventati creator, nuove ricette condivise online, produttori che spiegano le caratteristiche delle bevande e consumatori che scoprono alternative attraverso i social contribuiscono a costruire un nuovo immaginario intorno al bere analcolico.

“Abbiamo messo nella stessa stanza chi il no alcol lo produce, chi lo mixa, chi lo versa e chi lo racconta sui giornali, perché finché queste tre categorie non si parlano il mercato italiano resterà quello che è oggi: piccolo e frainteso”, aggiunge Colaianni. “Inoltre, il modo di bere non cambia soltanto nei laboratori o nelle aziende, ma cambia anche nelle domande dei clienti, nei menu, nelle battute dei bartender, sui social e nelle storie che diventano cultura pop. Con “Grado Zero” non vogliamo immaginare un futuro interamente analcolico, ma riconoscere che le persone chiedono più scelta e non vogliono rinunciare né alla qualità né al piacere di stare insieme”.

Il cambiamento culturale passa quindi anche dal modo in cui questi prodotti vengono raccontati.

Il podcast come strumento di content marketing

Dal punto di vista della comunicazione, “Grado Zero” rappresenta inoltre un esempio di branded podcast costruito intorno alla cultura di una categoria, anziché esclusivamente intorno al prodotto.

Amaro Liborio sceglie di non concentrare i sei episodi soltanto sul proprio amaro analcolico, ma di utilizzare il format per affrontare un ecosistema più ampio fatto di bartender, vino, mixology, hospitality, creator e consumatori.

È una strategia di content marketing che permette al brand di inserirsi all’interno di una conversazione emergente, offrendo spazio a esperienze e punti di vista differenti.

Una socialità con più possibilità di scelta

Il filo conduttore di “Grado Zero” resta infine il modo in cui sta cambiando l’esperienza del bere insieme.

Il No & Low Alcohol non viene presentato come antagonista del consumo tradizionale, ma come un’estensione delle possibilità disponibili. Un cocktail può essere alcolico oppure no, così come una serata può prevedere scelte differenti senza modificare il valore sociale dell’esperienza.

La sfida per produttori, bartender e locali diventa allora quella di rendere queste alternative sufficientemente interessanti da essere scelte per ciò che offrono, e non soltanto per ciò che eliminano dal bicchiere.

Con le sue sei conversazioni, “Grado Zero” prova a fotografare proprio questa fase di passaggio, raccontando un mercato che cerca ancora il proprio spazio e, soprattutto, un nuovo linguaggio con cui parlare di gusto, convivialità e libertà di scelta.

Le puntate sono disponibili su YouTube e sulle principali piattaforme podcast.

No & Low Alcohol, il bere cambia linguaggio: nasce il podcast “Grado Zero”
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